|
Introduzione
PARTECIPAZIONE
è una parola che può declinare tutti i momenti
della nostra vita:
abbiamo partecipato
alla vita intrauterina
alla nascita
ad instaurare il primo legame con i nostri genitori
a nutrirci
a scoprire l’ambiente
a stringere rapporti con gli altri attraverso amori / odi
violenti
sentimenti dolci / ostili
a comunicare emozioni, affetti e pensieri
a muoverci
a crescere
ad amare / odiare il nostro corpo pulito, sporco, sofferente,
amante, bello / brutto
a vestirci con amore, con rabbia, automaticamente
a proteggerci dai pericoli
ad avvicinarci / distanziarci dai nostri genitori, dai nostri
figli
e dai nostri partner
ad affrontare da soli ambienti nuovi
a convivere col gruppo dei pari e con gli altri
che danno / chiedono cose spesso incomprensibili
ad iniziare, mantenere e terminare le amicizie
ad accrescere le conoscenze
a provare attrazione sessuale, erotica e ad innamorarci
a pensare in e per due
a desiderare un figlio
ad accudire un bambino
a crescerlo, presentarlo al e presentargli il mondo
a trovare nuovi modi di vita, ad accettare i guadagni
e le perdite graduali
quando invecchiamo
a desiderare un figlio per i nostri figli
e ad amarlo in modo speciale e diverso quando arriva
abbiamo partecipato
a vivere la vita
con piacere e con dolore
a pensare ad avvinarci alla morte
come amica / nemica.
“Partecipare” è quindi un verbo polisemico,
che assume rilievo e qualifica il suo significato
in rapporto all’attività e alla funzione
“a cui si prende parte”.
Non c’è mai fine o limite alla partecipazione,
poiché si può partecipare
alla nostra stessa agonia in piena coscienza
e, talvolta, serenità.
Difficilmente ci rendiamo conto di quando partecipiamo
perché, quanto partecipiamo,
siamo coinvolti-in e centrati-su qualcosa:
sappiamo definire questo “qualcosa”
ma non che cosa stiamo facendo con questo “qualcosa”;
sappiamo solo dire che ci stiamo divertendo
o che questo qualcosa ci interessa veramente.
Partecipiamo diversamente a seconda delle tappe
del nostro sviluppo e dell’ambiente in cui ci troviamo.
La partecipazione si attualizza
nel momento stesso in cui viene vissuta:
è esperienza soggettiva il cui impatto
avrà sicuramente effetto sull’avvenire.
La partecipazione è una componente determinante
per la vita e per la sua qualità.
Quando si entra in relazione con i bambini, porre attenzione
alla partecipazione creando condizioni e motivando a
sentimenti attivi di appartenenza può cambiare il significato,
il potere e gli effetti di qualsiasi tipo di intervento e
relazione e, conseguentemente, la qualità stessa della vita.
E tutto questo detiene ancor maggior rilevanza se ci
accostiamo ai piccoli con difficoltà particolari.
Quando problemi fisici e psichici interferiscono con lo
sviluppo della partecipazione, i genitori per primi hanno
difficoltà ad aiutare il bambino a partecipare perché la loro
capacità di prevedere le tappe successive di sviluppo e di
aiutarli a raggiungerle, viene frustrata da insuccessi ed
insicurezza.
Così proprio i bambini che hanno maggior bisogno dell’aiuto
dei genitori possono rischiare di crescere in una situazione
più difficile se
anche i genitori non vengono aiutati.
Cos’è la partecipazione? Come partecipano i bambini?
Questo libro è il risultato della collaborazione di un gruppo
di professionisti che lavorano con bambini e adolescenti e con
i loro genitori in Servizi Socio-Sanitari ed Educativi; man
mano che la discussione si svolgeva, il gruppo di lavoro ha
deciso di coinvolgere i bambini stessi, chiedendo loro di
disegnare e descrivere le idee di ciascuno sulla
partecipazione.
La carica emotiva espressa nei disegni, servita come sfondo
per tutta la stesura del libro, emerge nelle raffigurazioni
grafiche sulla partecipazione percepita dai bambini e alcune
di esse sono state inserite per mostrare il livello di
rappresentazione dei bambini.
Il lavoro è iniziato molti anni fa in occasione della
richiesta da parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale di
Sanità) di creare uno strumentosemplice per introdurre i
principi di semeiotica positiva presenti nell’ICF, (2001) ed
in particolare il parametro partecipazione, nell’intervento in
paesi in cui le modalità di approccio sono le più svariate,
dalla stregoneria alla mortifera “medicina povera per i paesi
poveri”, ai cosiddetti allora “medici a piedi scalzi”.
In contesti tanto diversi, la partecipazione è sempre e
comunque necessaria: nel fare il sacrificio prescritto perché
il paziente guarisca, nell’andare dallo stregone o dallo
psicoterapeuta, nell’apprendere dall’esperienza interumana in
un lavoro fisioterapico o in un gruppo di bambini.
Il gruppo di insegnanti eccezionali che ha lavorato con noi si
è appassionato nella riflessione su questo tema tanto da
produrre idee e organizzare prassi a cui i bambini hanno
aderito entusiasticamente, mostrandoci come la partecipazione,
così poco studiata in quanto tale, costituisca uno dei
capisaldi per riportare in ambito educativo prassi ritenute
cliniche, ottenendo successi più rapidi grazie al gruppo in
cui è stata promossa nei bambini la coscienza di essere agenti
di se stessi.
Nel mondo attuale in cui il sentimento di essere “agenti” dei
nostri bambini, si limita purtroppo spesso all’interazione col
computer, ci auguriamo che la riflessione del nostro gruppo
contribuisca a risvegliare in chi si occupa di loro lo sforzo
di ri-direzionarne le capacità troppo spesso sopite sul mondo
reale, per quanto possa loro apparire più pericoloso del
virtuale.
Il lavoro con l’OMS, uscirà tra breve e sarà diretto ai
servizi sanitari di base. Questo testo nasce invece dalla
collaborazione con personale
scolastico ma ci sembra rilevante sia per i genitori che per
il personale socio-sanitario, per la riflessione degli
studenti di psicologia e scienze della formazione, visto che
stabilisce un ponte troppo spesso trascurato tra diverse
discipline.
Il libro è destinato a genitori, educatori, psicoterapeuti e
studenti di psicologia e di psicopatologia, oltre che a
psicologi e neuropsichiatri.
Abbiamo l’impressione che il cambiamento della psicopatologia
dei nostri bambini e nuclei familiari ci obblighi a mutare le
modalità di intervento.
I nuovi bambini, spesso cognitivamente iperstimolati,
presentano gravi deficit della partecipazione, sotto forma di
impossibilità ad una continuità di investimento, ad una
difficoltà di scelte, ad una scarsa comprensione del reale,
spesso confuso col virtuale o l’immaginario. I nuovi genitori,
incerti e in crisi di valori, hanno difficoltà a chiedere loro
autonomia, aiuti in ambiente domestico ed osservanza delle
regole. Spesso le cure culturali (Rufo, 2005) appaiono le più
appropriate; ma per modificare
l’ambiente abbiamo bisogno di capire e tradurre meglio ciò che
succede nell’hic et nunc della partecipazione e di avere a
disposizione strumenti per modificarlo.
Col bambino nessuna terapia è solo tale, ma sempre vi rientra
una parte educativa e coi genitori spaventati avviene
altrettanto.
Abbiamo cercato di studiare un campo che viene spesso
rimbalzato tra operatori, “gli insegnanti, i genitori, gli
“psic” non possono dirci che fare… non sanno dirci che fare”.
Al di là dell’evidente libertà di intervento, abbiamo
l’impressione che non si possa prescindere dalla conoscenza
dei meccanismi per essere efficaci.
La partecipazione è una delle determinanti della qualità della
vita e non a caso l’OMS sta proponendo l’uso dell’ICF che
valuta il rapporto con la situazione ambientale in aggiunta
alle classificazioni delle patologie centrate sul soggetto ed
i suoi sintomi.
Ringrazio con affetto Enrico Pupulin, responsabile per molti
anni della sezione Riabilitazione dell’OMS, che ha avuto
l’idea di un lavoro sulla partecipazione in età evolutiva,
mentre partecipavamo in India ad un lavoro complesso coi
lebbrosi, relativo alla loro compliance-partecipazione al
trattamento così come Federico Montero che ha preso il suo
posto dopo il pensionamento, per la determinazione con cui mi
ha aiutato a portare a termine la parte WHO.
Ringrazio Giovanni Barbiero e Chiara Miolo che hanno fatto un
certosino lavoro per la raccolta del materiale ottenuto
attraverso numerosi gruppi, a cui hanno partecipato
generosamente e attivamente eccezionali insegnanti della
scuola Arcobaleno e della Clinica Pediatrica di Padova.
Last but not least, ringrazio tutti i bambini che ci hanno
regalato le loro idee e i bei disegni che riportiamo
INDICE GENERALE
Introduzione 12
parte prima: la partecipazione dalla gravidanza
alla preadolescenza 17
1. La partecipazione 19
La partecipazione e i suoi costituenti 19
Definizione di partecipazione 21
Le dimensioni della partecipazione 22
Continuità-discontinuità (presenza-assenza) 22
Partecipazione spontanea-indotta-coatta 23
Partecipazione ad attività vs. al clima relazionale 24
Partecipazione in situazione vs. differita 24
Partecipazione selettiva 26
Partecipazione autonoma vs. eteronoma 26
Normalità vs. patologia nella partecipazione 26
La cornice del processo partecipativo 27
Perché si partecipa? 27
Con che cosa, a che attività, chi partecipa? 30
A che cosa si partecipa? 31
Quando si partecipa? 32
Dove si partecipa? 32
Quanto si partecipa? 32
Gli indici della partecipazione 33
Difficoltà di partecipazione 35
Limitazioni delle attività e restrizioni della partecipazione
35
Barriere e facilitatori della partecipazione 37
Il campo della barriera 39
In che contesto/attività avviene la facilitazione
della partecipazione nelle varie aree di sviluppo? 43
Bibliografia consigliata . . . 44
2. La partecipazione dalla gravidanza alla perinatalità 45
Partecipazione alla gravidanza 45
Partecipazione alla nascita 46
Partecipazione nel primo anno di vita 47
L’intersoggettività 47
L’imitazione 51
L’intenzionalità 52
Il riferimento sociale 53
Bibliografia consigliata 54
3. La partecipazione del bambino nell’infanzia 57
Le aree della partecipazione nell’ICF 57
Dodici mesi 58
Partecipazione a se stesso 58
Partecipazione all’ambiente 59
Partecipazione agli altri 60
Partecipazione all’apprendimento 61
Quindici mesi 62
Partecipazione a se stesso 62
Partecipazione all’ambiente 63
Partecipazione agli altri 64
Partecipazione all’apprendimento 65
Diciotto mesi 65
Partecipazione a se stesso 65
Partecipazione all’ambiente 66
Partecipazione agli altri 67
Partecipazione all’apprendimento 68
Due anni 68
Partecipazione a se stesso 68
Partecipazione all’ambiente 69
Partecipazione agli altri 70
Partecipazione all’apprendimento 71
Tre-quattro anni 72
Partecipazione a se stesso 72
Partecipazione all’ambiente 72
Partecipazione agli altri 73
Partecipazione all’apprendimento 74
Cinque anni 75
Partecipazione a se stesso 75
Partecipazione all’ambiente 76
Partecipazione agli altri 76
Partecipazione all’apprendimento 77
Schema di partecipazione da zero a tre anni 78
Partecipazione al gruppo infanzia 83
Bibliografia consigliata 83
4. La partecipazione al tempo della scuola 85
La partecipazione a scuola 85
Partecipazione dei genitori al mondo scuola 88
Partecipazione degli insegnanti 91
Differenze di partecipazione nell’ambiente domestico
e in quello scolastico 92
Differenze interattivo-relazionali orizzontali 92
Differenze interattivo-relazionali verticali 93
Differenze contestuali di spazio e tempo 95
Bibliografia consigliata 96
parte seconda: valutazione, indici, facilitatori
e barriere della partecipazione 97
5. Valutazione della partecipazione a scuola 99
La valutazione della partecipazione 99
Partecipazione a se stesso 100
Partecipazione all’ambiente 101
Partecipazione agli altri 104
Partecipazione all’apprendimento e alle attività / compito 113
Bibliografia consigliata 116
6. Gli indici della partecipazione a scuola 117
Come partecipa un bambino nella fascia
di età scolare? 117
Partecipazione a se stesso 118
Partecipazione all’ambiente 120
Partecipazione agli altri 123
Partecipazione all’apprendimento e ad attività / compito 126
Bibliografia consigliata 130
7. I Facilitatori della partecipazione nella scuola 131
I facilitatori 131
I facilitatori primari e secondari a scuola 131
Facilitatori primari e secondari 131
I facilitatori primari: le competenze individuali 133
I facilitatori primari: le esperienze 134
I facilitatori primari: l’autostima 136
I facilitatori secondari: le interazioni relazionali
orizzontali 137
I facilitatori secondari: le interazione relazionali verticali
137
I facilitatori secondari contestuali: lo spazio 138
I facilitatori secondari contestuali: il compito / attività
139
I facilitatori secondari contestuali: i materiali e i sussidi
141
I facilitatori secondari contestuali: lo spazio e il tempo 143
Facilitatori della partecipazione a se stesso 147
Facilitatori della partecipazione all’ambiente 147
Facilitatori della partecipazione agli altri: i pari 149
Facilitatori della partecipazione agli altri: l’adulto 152
Facilitatori della partecipazione agli altri: la comunità
scolastica 153
Facilitatori della partecipazione all’apprendimento 154
Attività che favoriscono la partecipazione
e le loro caratteristiche 155
L’azione dell’insegnante 156
Bibliografia consigliata 157
8. Le barriere della partecipazione a scuola 159
Bibliografia consigliata 160
parte terza: semeiotica della partecipazione 161
9. Autovalutazione: percezione della partecipazione
del bambino su se stesso 163
Come partecipo? Il punto di vista del bambino 163
Prima elementare 163
Seconda elementare 165
Terza elementare 168
Quarta elementare 170
Quinta elementare 185
Altre domande per l’auto-valutazione 202
Bibliografia consigliata 203
10. I diversi tipi di partecipazione 205
Le difficoltà di partecipazione e le categorie di alunni 205
La partecipazione scarsa / lenta 206
La partecipazione immatura 207
La partecipazione fallita 208
La partecipazione perfetta 209
La partecipazione estraniata 210
La partecipazione timida .211
La partecipazione distratta e/o intermittente 212
La partecipazione impulsiva 212
La partecipazione provocatoria 212
La partecipazione ostile-aggressiva 213
La partecipazione passivo-aggressiva 213
Bibliografia consigliata 215
parte quarta: la partecipazione problematica 217
11. La partecipazione del bambino con difficoltà visive 219
Capacità visiva limitata nei bambini 219
La partecipazione nei bambini con difficoltà visive 220
Partecipazione a se stesso 220
Partecipazione all’ambiente 222
Partecipazione agli altri 223
Partecipazione all’apprendimento 224
Bibliografia consigliata 225
12. La partecipazione del bambino con difficoltà uditive 227
Capacità uditiva deficitaria nei bambini 227
La partecipazione nei bambini con difficoltà uditive 228
Partecipazione a se stesso 229
Partecipazione all’ambiente 230
Partecipazione agli altri 231
Partecipazione all’apprendimento 232
Bibliografia consigliata 232
13. La partecipazione del bambino con disturbo attentivo
e di iperattività 233
Bambini con deficit attentivo e di iperattività 233
Partecipazione a se stesso 234
Partecipazione all’ambiente 234
Partecipazione agli altri 235
Partecipazione all’apprendimento 236
Bibliografia consigliata 237
14. La partecipazione del bambino con problemi intellettivi
239
Il ritardo mentale e la partecipazione 239
Partecipazione a se stesso 240
Partecipazione all’ambiente 242
Partecipazione agli altri 243
Partecipazione all’apprendimento 246
Bibliografia consigliata 247
15. La partecipazione del bambino con cure inadeguate 249
Le cure inadeguate 249
Partecipazione a se stesso 250
Partecipazione all’ambiente 251
Partecipazione agli altri 252
Partecipazione all’apprendimento 253
I segni di cambiamento nel bambino che
subisce abuso sessuale 253
Bibliografia consigliata 256
16. La partecipazione del bamBino con disturbo
pervasivo dello sviluppo 257
I disturbi pervasivi dello sviluppo 257
La partecipazione del bambino con disturbo pervasivo
dello sviluppo 259
Partecipazione a se stesso 261
Partecipazione all’ambiente 262
Partecipazione agli altri 262
Partecipazione all’apprendimento 262
Bibliografia consigliata 263
Appendice A: intervento di facilitazione della partecipazione
265
Appendice B. valutazione della partecipazione 269
Appendice C: modalità della relazione Genitore-bambino 271
Appendice D: modalità nell’organizzazione familiare 273
Conclusioni 277
Bibliografia 279
Indice analitico 287
|